Nangeroni e le ricerche ottico-percettive

L’ultima sala è prevalentemente dedicata a un solo artista, cardine delle ricerche ottico-percettive sviluppatesi in Italia e in Europa tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento: Carlo Nangeroni. Partite dalle indagini del neoconcretismo, a dialogo con le opere di Enzo Mari e Alberto Biasi, condividono l’interesse per la sperimentazione sulla percezione di spazio e di movimento. Le opere giocano sugli effetti ottici e sul movimento virtuale delle forme, rendendo l’esperienza di visita coinvolgente sia fisicamente che percettivamente per il pubblico.